Posts Tagged ‘world cup cross country’

un fine stagione insolito

stremate al termine del Ski Tour Canada

Ma lo sapevate che il vero sciroppo d’acero non proviene dal Canada, ma dal Vermont?!? Ecco, la mia avventura dall’altra parte dell’Oceano, the Pond come dicono loro, è stata un po’ così…le credenze, i progetti, le illusioni sono stati sovvertiti per regalarmi scorci sorprendenti. E un fine stagione insolito.

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A cosa sei disposto per realizzare il tuo sogno?

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A cosa sei disposto per realizzare il tuo sogno? Cosa sei pronto a fare? Impegnarti oltremodo, investire tempo ed energie, uscire dalla tua sfera di normalità per metterti in viaggio. E anche rischiare, soffrire, lottare. Tutto questo per un sogno. Il tuo sogno. Per cosa sei pronto a superare qualsiasi ostacolo, a perdere e riprovarci? Per cosa sei pronto a cercare il divertimento nella fatica e trovare la motivazione nelle giornate dure?

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La stagione 2015…finora!

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E così ti svegli una mattina, scosti le tende e guardi fuori. E’ stupendo: davanti ai miei occhi la distesa bianca del passo Lavazè è ancora addormentata, i primi raggi si insinuano tra le montagne e vanno ad illuminarla, facendo brillare i cristalli di neve. Solo allo sguardo si percepisce quanto sia rigida la temperatura: si preannuncia un’altra giornata fredda, mitizzata solo dal calore del sole. Siamo in raduno pre-mondiale e mi aspetta una giornata di allenamento in un luogo stupendo.

Guardo fuori e mi rendo conto che è già febbraio. Più di metà stagione agonistica già alle spalle. I mondiali di Falun, l’appuntamento clou della stagione, sono alle porte e poi non resterà che qualche fine settimana di Coppa del Mondo.

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Respirare

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A volte succede che il nostro fisico si riveli molto più sensibile ed intelligente della nostra mente e finisca per urlare e imprecare attraverso i suoi particolari mezzi fino a farsi ascoltare. Già da un po’ mi stava lanciando segnali di avviso quali stanchezza, affaticamento, malesseri vari…ma io imperterrita seguivo la mia mente e non prestavo ascolto…fino a quando, nel bel mezzo del raduno di allenamento a Ramsau, mi sono ammalata e mi sono dovuta fermare.

Per fortuna.

Questo stop forzato è stata una benedizione. Mi ha dato l’opportunità di rallentare il passo, riflettere su ciò che stavo facendo e in che direzione stavo andando, capire gli errori che stavo commettendo ed imparare da questi. Così, grazie all’aiuto di alcune persone vicine, ho compreso che i segnali del mio fisico erano solo una conseguenza di un malessere psicologico, una situazione di stress che si rifletteva a più livelli.

E questo stop mi ha fatto sentire sollevata. Finalmente silenzio e calma, finalmente non dover rincorrere qualcosa, ma semplicemente vivere l’attimo. E poi un senso di liberazione nel mostrare qualcosa che sentivo era già in atto da tempo ma non volevo accettare. Liberazione nel non dover fare sempre la parte di quella forte, ma invece nel poter e voler mostrare le mie debolezze, la mia fragilità e i miei dubbi…consapevole di quanto questo atteggiamento di critica e severità verso me stessa sia un punto di forza, poichè mi sprona a migliorarmi sempre, ma allo stesso tempo vada controllato e arginato…con una bella risata!

Così mi sono lasciata del tempo, permettendo a me stessa più libertà, chiedendo aiuto alle persone vicine e lasciandomi aiutare, non giudicandomi e concedendomi il lusso di non confrontarmi per un po’. Ed ora riparto con nuova motivazione e determinazione, vedendo i miei obiettivi più nitidi di fronte a me e più chiara la strada per raggiungerli, con la consapevolezza di quanto sia importante commettere errori, perchè ci permettono di crescere..di quanto sia importante mostrare le nostre insicurezze, perchè ci rendono umani e soprattutto di quanto sia importante concederci la libertà di essere noi stessi. Molto probabilmente sarò sempre un po’ dura e “talebana” nei miei confronti, ma da questa esperienza ho imparato che le cose non sono sempre così serie…a volte basta sorridere per far uscire il sole.;)

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Verso sochi:fidarsi

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Viaggi in varie parti del mondo, tante conoscenze di persone e culture diverse, divertimento. Sì,un occhio esterno può giudicare la vita di un atleta totalmente esaltante. Ma molte volte non è poi così speciale. Qualche giornata è dura,è difficile, altre volte la quotidianità porta alla noia.

Cos’è che rende tutto questo speciale?

Cos’è che ci fa vivere lo stesso ennesimo allenamento come fosse il primo e pertanto un’occasione unica?

Cos’è che ci fa trovare la forza anche quando siamo stanchi e ricoperti di tape su tutti i muscoli?

La PASSIONE. Fare di ciò che si ama il proprio lavoro è un’opportunità unica ed è una cosa fantastica. La passione per ciò che si fa ogni giorno è un motore motivazionale senza fondo.

L’OBIETTIVO. Avere chiaro davanti a sè la meta e la mappa per raggiungerla ci fa superare qualsiasi barriera, qualsiasi ostacolo. E’ come un faro che ci illumina quando fa notte.

Il TEAM. Per quanto quello dell’atleta, come ogni altra vita, sia un viaggio solitario, per me è fondamentale sapere di poter contare su delle persone con le quali poter condividere il percorso e le emozioni che provo percorrendolo.

Per questi motivi questo primo raduno per me significa FIDARSI. Fidarsi dei miei piedi quando faccio presa con gli sci in salita, fidarsi della velocità mentre faccio tecnica di discesa con il nostro nuovo fisio Einar, fidarsi della vita che mi da la grandissima opportunità di provare l’esperienza della vita di atleta e provare me stessa. E ancora fidarsi di questo gruppo: Mary, Debby, Ila e i nostri tecnici, Freddy, Tullio, Einar. Mi fido di queste persone perchè credo in queste persone e credo che qualcosa di bello e grande possa avere inizio qui e possa crescere nel tempo.

Fidarsi come sentirsi a casa, fidarsi come lasciarsi andare, fidarsi come avere la sicurezza per osare di più, fidarsi per fare un passo avanti nel buio, fidarsi come provare qualcosa di nuovo, fidarsi come sfidarsi.

Con questo spirito do il via alla stagione Olimpica nella quale sono già immersa e con questo spirito mi sono allenata ogni giorno durante il primo raduno allo Stelvio, conclusosi qualche giorno fa. Fidarsi. Sfidarsi.

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