Prova e motivazione

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In attesa del boarding, mi lascio alle spalle due delle tre tappe di questo febbraio scandinavo. Resta ancora Lahti prima del finale di stagione, ma il fatto di rientrare in Italia oggi mi invita a fare il punto della situazione. Oslo e Falun non sono state tappe facili, per le difficili condizioni meteo e perché un po’ di stanchezza fisica e mentale a metà stagione si fa sentire. Ad ogni modo, quello di cui sono più stanca oggi è senza dubbio il cibo scandinavo!😂

La mia gara di Falun è stata condizionata dalla scelta sbagliata dei materiali, ma il giorno successivo la delusione è stata spazzata via nel tempo di una volata: quella da brividi di Defa, grazie alla quale si è guadagnato il secondo posto! Semplicemente fantastico! Sono orgogliosa che ci sia nel nostro team un atleta ed una persona così: è una fonte di motivazione e riflessione continua!

La settimana precedente, invece, ho corso la leggendaria 30k di Holmenkollen. Questa gara mi ha messo veramente alla prova. Le condizioni meteo erano quasi proibitive: nebbia fitta e pioggia durante tutta la competizione. Sono rimasta sorpresa e ammirata di vedere moltissimi tifosi a bordo pista nonostante questo…gareggiare in Norvegia è sempre un’esperienza unica! Per quanto mi riguarda, pioggia e nebbia non sono state un problema una volta partita. Lo è stato, invece, un fastidioso mal di stomaco che mi ha fatto perdere contatto con il gruppo molto presto e mi ha fatto pensare seriamente al ritiro. Ma non potevo mollare dopo l’ultimo post che avevo scritto sul blog. Non sarei stata coerente. Quindi, esclusa l’idea di fermarmi, non mi restava che continuare e stare a vedere come sarebbe andata a finire. E, visto che c’ero, stare al gioco. E mentre i chilometri passavano sotto i miei sci, la nausea è diminuita e ho scoperto che le energie mi assistevano. Grazie ad un gruppetto di americane e finlandesi, sono riuscita a scalare diverse posizioni e a portare a termine la gara con un bel finale, nonostante la volata fosse la parte che mi preoccupava maggiormente!

Ecco, il punto è che Holmenkollen (e la vita in generale) ci richiede di metterci del nostro. Anzi no, ci chiede di metterci veramente tutti noi stessi in ciò che vogliamo fare. La vita ci richiede cuore e sudore, dedizione, grinta e fantasia. La vita ci chiede di gareggiare e metterci alla prova, non di fare gli spettatori a bordo pista.
E l’altro punto è che questo non è una garanzia di successo. Anche se abbiamo fatto le cose alla perfezione, anche se ci siamo impegnati oltremodo, anche se abbiamo sudato e sputato sangue, questo non assicura il successo. Perché la vita, ed è questo il bello, è fatta di infinite variabili e le cause-effetto si mescolano fino a non trovarne più l’origine.
Però una cosa è certa: se ci siamo compromessi in una situazione, qualcosa di positivo lo trarremo di certo. Perché i nostri occhi sapranno dove guardare per scovare i lati positivi, gli insegnamenti e i motivi per costruire il futuro. Quello che è importante è mantenere l’atteggiamento: fiducioso e combattivo. Così da essere pronti nel momento in cui tutte le circostanze giuste si allineano.

 

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