Ascesa

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Il tempo degli allenamenti in ghiacciaio anche per questa stagione è finito e la prima neve ha imbiancato le cime. E così è anche tempo di chiudere la stagione della camminata in montagna.

La montagna non è per me solo teatro di allenamenti; è anche un modo per esplorare, per sfidare me stessa, per connettermi alla natura e alle mie origini, anche per capire cosa è veramente importante e mettere ordine nella mia scala di valori. La montagna è metafora della vita e come per essa non esiste una verità assoluta, è vero tutto e il contrario di tutto…è la direzione che ognuno di noi le dà a determinarne il senso.

E’ curioso come quest’anno la stagione delle camminate in montagna sia iniziata con una passeggiata al col Quaternà e terminata con l’Ajarnola. Le due cime si trovano ai lati opposti della valle in cui vivo; la prima è legata alla mia vita da bambina, in quanto si trova proprio sopra la malga nella quale trascorrevo le estati, mentre l’altra fa parte delle Dolomiti che amo tanto! Sono due montagne molto diverse tra loro, sia per la morfologia sia per i forti ricordi che ho legati ad una e all’altra ed è come se rappresentassero anche due lati della mia personalità, uno più dolce, più spontaneo e ridente come le sponde erbose del Quaternà e l’altro più aguzzo, selvaggio e imprevedibile come le rocce dolomitiche dell’Ajarnola. Questo sembra chiudere un cerchio, sembra sprigionare un profondo senso di appartenenza e mi da la sicurezza di essere sul sentiero giusto.

Tra le due, un universo di emozioni. Tante salite a vette diverse, ad ognuna delle quali ho legato un sentimento, un insegnamento, un particolare e un ricordo, che riflettono parti di me stessa, che mi ricordano aspetti di me che ho scoperto.

La stagione che è alle porte e soprattutto l’esperienza olimpica che ci aspetta è per me come l’ascesa ad una grande montagna. Ci saranno i dolci pendii e i passaggi delicati, ci saranno i momenti in cui si salirà di buon passo e i momenti in cui sarà necessario fermarsi per scegliere l’appiglio migliore. E ci sarà il momento in cui condividere la gioia per la cima raggiunta, il momento per godersi il panorama e anche quello per scendere a valle. Vedo il sentiero che si snoda davanti a me, sento i miei passi e il mio respiro nella salita, soprattutto percepisco un senso di grande gioia e libertà nel cuore. Il fatto che la grande sfida dell’Olimpiade sia legata da un filo invisibile alle vette che amo tanto mi fa sentire a casa, mi fa sentire sicura e protetta, come camminare su un sentiero che potrei percorrere a occhi chiusi, nonostante ciò che mi aspetta sarà impegnativo, faticoso e a volte inospitale come lo è la montagna nei giorni di maltempo. Perchè so che sarà anche ricco di soddisfazione, come lo è raggiungere la vetta.

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